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Il grande Gatsby (Festival di Cannes 2013 - Film di apertura)

Quarto approdo sul grande schermo per il capolavoro di Francis Scott Fitzgerald: questa volta ci prova il regista Baz Luhrmann, che assieme a Leonardo DiCaprio, Carey Mulligan e Tobey Maguire dà vita ad un ritratto estetizzante e romantico de Il grande Gatsby

Nick Carraway (Tobey Maguire) è un giovane che si trasferisce nella periferica Long Island vicino a New York, in una casa che confina con la villa di un misterioso uomo di cui si favoleggia molto: Gatsby (Leonardo DiCaprio), un benestante uomo d’affari che organizza sontuose feste nella sua dimora per i newyorkesi più in vista. Gatsby e Carraway diventeranno buoni amici e quest’ultimo, a poco a poco, decifrerà tutti i segreti del milionario. Primo tra tutti l’amore mai sopito tra lui e Daisy, cugina di Carraway e moglie di un ricco e scostante ex giocatore di polo. La passione tra i due si riaccenderà fino a sfociare nella tragedia.
Nell’atmosfera dei ruggenti anni ‘20, del proibizionismo e dell’élite arricchita, in una New York più lussureggiante che mai, Carraway, a causa di Gatsby, scoprirà come il sogno americano possa infrangersi, deludendo le speranze e i sentimenti di ogni individuo.
Se nella versione cinematografica più famosa del 1974, Gatsby e Daisy erano interpretati da Robert Redfort e Mia Farrow, in quest’ultima trasposizione in 3D che ha aperto il 66esimo Festival di Cannes sono Leo DiCaprio e Carey Mulligan (già apprezzata in Drive) a dare il volto a questa epopea americana. La rilettura del regista Baz Luhrmann ha in sé molti elementi che rimandano al romanzo originale: un protagonista che viene plasmato dalla ricchezza e dal desiderio di questa, dalla società decadente e dal business, dove ogni luogo, ogni abito e ogni manifestazione umana, ricadono in un lusso sfrenato e allo stesso tempo privo di contenuti.
Luhrmann rimane fedele al suo cinema estetizzante (in primis il musical Moulin Rouge), dove tutto sembra ridondante: i colori accesi della fotografia, le sequenze delle sfarzose feste a casa Gatsby, la musica hip hop straniante. Un mondo tanto luccicante quanto effimero, che si accosta ad un altro elemento che domina il film: la passione tra Daisy e Gatsby. Il regista punta gran parte della sceneggiatura sul loro legame, lo arricchisce e lo rende epico, avvicinandolo alle grandi storie d’amore che hanno caratterizzato il cinema americano contemporaneo (e infatti come non ricordare DiCaprio, il grande eroe romantico di Titanic?). Questa scelta tuttavia va a discapito di altre aspetti della storia. Infatti il regista si discosta dalle originali prese di posizione del romanzo, dove veniva raccontato il sogno americano e la sua distruzione, l’avidità e la decadenza di una New York pre-crisi del ’29.

Forse il film pecca proprio di sensazionalismo e di un’estetica troppo densa e convulsa per farcelo apprezzare appieno. Tuttavia i tre protagonisti, DiCaprio su tutti (infatti quando entra in scena lui il film decolla), riescono a dar vita a personaggi molto autentici e carichi di forza. Peccato per il 3D che sembra non convincere molto, ma di sicuro la storia e la messa in scena sono accattivanti, quanto basta per non deludere il pubblico.

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